Chirurgia Orale Ambulatoriale

La chirurgia orale ambulatoriale è quella branca dell’odontoiatria chirurgica che comprende l’insieme delle procedure diagnostico-terapeutiche di natura invasiva, eseguite sui tessuti duri e molli del cavo orale e delle strutture annesse (denti, osso alveolare, mucosa, tessuti periodontali), condotte in regime di ambulatorio odontoiatrico (non ospedaliero), generalmente in anestesia locale, senza necessità di ricovero, e con dimissione del paziente in giornata (day-surgery odontoiatrica).

Elementi caratterizzanti

setting clinico

Si svolge in uno studio odontoiatrico o poliambulatorio attrezzato, dotato dei requisiti minimi di sicurezza (sterilizzazione, monitoraggio, gestione delle emergenze), ma non richiede la struttura di una sala operatoria ospedaliera.

tipo di anestesia

Prevalentemente anestesia locale o loco-regionale (talvolta con sedazione cosciente). A differenza della chirurgia maggiore che può richiedere anestesia generale.

invasività controllata

Riguarda procedure a basso-medio rischio, con tempi operatori contenuti e complicanze generalmente prevedibili e gestibili in loco.

dimissione in giornata

Il paziente non necessita di degenza post-operatoria, ma solo di un periodo di osservazione breve seguito da indicazioni per il decorso post-chirurgico domiciliare.

Principali interventi eseguiti in regime ambulatoriale

Estrazione dentaria

Rimozione di un dente non recuperabile, fratturato o fonte di infezione. Può essere semplice o chirurgica.

estrazione di ottavo incluso

Si rimuovono quando esiste un’indicazione clinica, non automaticamente. Può servire accedere attraverso gengiva e osso e dividere il dente.

Esposizione di dente incluso

Si espone chirurgicamente un dente quando questo deve essere riportato in arcata per via ortodontica

Chirurgia Apicale

Tratta una lesione persistente intorno all’apice di un dente già curato, rimuovendo l’apice e sigillando il canale.

Estrazione con innesto

Si esegue quando è necessario guidare la rigenerazione ossea in corrispondenza di di dente estratto per permettere successivamente l’applicazione di un impianto

Allungamento di Corona

E’ un intervento parodontale che consiste nel rimodellare i tessuti molli e ossei che sostengono un dente. Lo scopo principale è pre protesico

Rialzo di seno

Intervento che mira ad aumentare lo spessore osseo in corrispondenza dei seni mascellari per permettere l’inserzione di un adeguato impianto osteointegrato

Biopsia

Prelievo di una porzione di tessuto molle o duro, o di una intera lesione, al fine di farlo analizzare presso un centro di Anatomia Patologica.

f.a.q.

Chirurgia orale ambulatoriale: LE DOMANDE PIU’FREQUENTI

La chirurgia orale ambulatoriale comprende numerosi interventi eseguibili nello studio odontoiatrico in anestesia locale, come estrazioni dentarie, rimozione dei denti del giudizio, trattamento di cisti e piccole lesioni del cavo orale, chirurgia pre-protesica e procedure di rigenerazione ossea.

Ecco le risposte alle domande che i pazienti ci pongono più spesso.

1. Che cosa si intende per chirurgia orale ambulatoriale?

Comprende gli interventi chirurgici del cavo orale che possono essere eseguiti in ambulatorio odontoiatrico senza ricovero ospedaliero.

La maggior parte delle procedure viene effettuata in anestesia locale e il paziente può tornare a casa dopo l’intervento.

2. Quali sono gli interventi di chirurgia orale più frequenti?

Tra le procedure più comuni troviamo:

  • estrazioni semplici e chirurgiche;
  • estrazione dei denti del giudizio;
  • rimozione di radici residue;
  • trattamento di cisti e granulomi;
  • apicectomie;
  • esposizione chirurgica di denti inclusi;
  • biopsie di piccole lesioni;
  • frenulotomie e frenulectomie;
  • regolarizzazione dell’osso;
  • preservazione dell’alveolo dopo un’estrazione;
  • innesti e procedure di rigenerazione ossea.
3. Quando è necessario estrarre un dente?

L’estrazione viene presa in considerazione quando non è più possibile o conveniente conservare il dente oppure quando la sua presenza può creare problemi.

Può essere indicata, ad esempio, in presenza di denti gravemente compromessi da carie, fratture, infezioni, malattia parodontale avanzata o per particolari esigenze ortodontiche.

4. L’estrazione di un dente fa male?

Durante l’intervento normalmente no.

L’area viene anestetizzata mediante anestesia locale. Il paziente può percepire pressione, trazione o movimenti, ma non dovrebbe avvertire dolore.

5. Sentirò qualcosa durante l’intervento?

È normale percepire pressione, vibrazioni o movimenti, soprattutto durante un’estrazione.

Queste sensazioni non significano che l’anestesia non stia funzionando. Se viene percepito dolore, è importante segnalarlo immediatamente all’odontoiatra.

6. Quanto dura un’estrazione?

Dipende dalla posizione e dalla conformazione del dente.

Un’estrazione semplice può richiedere pochi minuti, mentre una procedura chirurgica più complessa può richiedere più tempo.

La durata viene valutata in base al singolo caso.

7. I denti del giudizio devono essere sempre estratti?

No.

Un dente del giudizio non deve essere rimosso automaticamente solo perché è presente o incluso.

L’estrazione viene valutata quando provoca o presenta un rischio significativo di problemi, come infezioni ricorrenti, carie, danni al dente vicino, patologie associate o altre specifiche indicazioni cliniche.

8. Perché prima di un’estrazione può essere necessaria una radiografia?

L’esame radiografico permette di valutare forma e posizione delle radici, quantità di osso e rapporti con le strutture anatomiche vicine.

In alcuni casi è sufficiente una radiografia bidimensionale; nelle situazioni più complesse può essere indicata una CBCT tridimensionale.

9. Perché per alcuni denti del giudizio viene richiesta una CBCT?

Nei denti del giudizio inferiori può essere importante conoscere con precisione il rapporto delle radici con il canale mandibolare e il nervo alveolare inferiore.

La CBCT viene prescritta quando le informazioni ottenute possono essere utili alla pianificazione dell’intervento.

10. Devo presentarmi a digiuno?

Non necessariamente.

Per un normale intervento in anestesia locale vengono fornite indicazioni specifiche dallo studio e, salvo diversa prescrizione, generalmente non è richiesto il digiuno.

Le indicazioni possono cambiare se sono previste particolari tecniche di sedazione.

11. Devo comunicare i farmaci che assumo?

Sì, è molto importante.

Prima dell’intervento l’odontoiatra deve conoscere farmaci, allergie, patologie e precedenti problemi medici rilevanti.

È particolarmente importante segnalare terapie anticoagulanti o antiaggreganti, farmaci per l’osteoporosi e altre terapie che possono influenzare la chirurgia o la guarigione.

12. Devo sospendere anticoagulanti o antiaggreganti prima dell’estrazione?

Mai autonomamente.

La sospensione di questi farmaci può comportare rischi importanti. Sarà l’odontoiatra, eventualmente in collaborazione con il medico curante o lo specialista, a stabilire come gestire la terapia.

13. È sempre necessario prendere un antibiotico?

No.

L’antibiotico non è necessario per ogni estrazione o intervento chirurgico. Viene prescritto quando esiste una specifica indicazione clinica.

È importante non assumere antibiotici autonomamente.

14. È normale avere dolore dopo un’estrazione?

Un certo grado di dolore o fastidio nei primi giorni può essere normale.

Generalmente viene controllato con la terapia analgesica prescritta e tende a ridursi progressivamente con il passare dei giorni.

15. È normale che la guancia si gonfi?

Sì, soprattutto dopo interventi chirurgici più complessi.

Il gonfiore può aumentare nelle prime 48-72 ore e successivamente iniziare a diminuire.

L’entità varia considerevolmente da persona a persona e in funzione dell’intervento eseguito.

16. È normale vedere un po’ di sangue dopo l’intervento?

Una lieve fuoriuscita di sangue o saliva rosata nelle prime ore può essere normale.

Se il sanguinamento è più importante o non tende a ridursi nonostante le indicazioni ricevute, è opportuno contattare lo studio.

17. Posso sciacquare la bocca dopo un’estrazione?

Nelle prime ore è generalmente opportuno evitare sciacqui energici e sputi ripetuti, perché potrebbero interferire con la stabilizzazione del coagulo.

Successivamente l’igiene e gli eventuali sciacqui devono essere effettuati secondo le istruzioni ricevute.

18. Perché il coagulo è così importante?

Il coagulo che si forma nell’alveolo dopo l’estrazione rappresenta una sorta di protezione biologica iniziale della ferita ed è fondamentale per il normale processo di guarigione.

Per questo è importante evitare comportamenti che possano rimuoverlo o destabilizzarlo.

19. Posso lavarmi i denti dopo l’intervento?

Sì, l’igiene orale non deve essere sospesa.

È però necessario essere delicati nella zona operata e seguire le indicazioni fornite dall’odontoiatra.

Mantenere la bocca pulita favorisce una corretta guarigione.

20. Cosa posso mangiare dopo un’estrazione?

Nelle prime ore sono generalmente preferibili alimenti morbidi e non troppo caldi, evitando di traumatizzare la zona operata.

È consigliabile masticare dalla parte opposta quando possibile e seguire le indicazioni specifiche ricevute.

21. Posso bere alcolici dopo un intervento?

È generalmente consigliabile evitarli durante le prime fasi della guarigione e soprattutto se si stanno assumendo farmaci con cui l’alcol può interferire.

22. Posso fumare dopo un’estrazione?

È fortemente consigliato non fumare, soprattutto nei primi giorni.

Il fumo può interferire con la guarigione e aumentare il rischio di complicanze postoperatorie, tra cui l’alveolite.

23. Che cos’è l’alveolite?

L’alveolite è una complicanza che può comparire dopo un’estrazione quando il coagulo non si forma correttamente o viene perso precocemente.

È caratterizzata generalmente da dolore intenso che compare o aumenta alcuni giorni dopo l’estrazione e può essere associata ad alitosi o cattivo sapore.

Richiede una valutazione odontoiatrica.

24. Quando devo preoccuparmi dopo un intervento?

È opportuno contattare lo studio in presenza di:

  • sanguinamento importante che non tende a fermarsi;
  • dolore molto intenso o in aumento dopo alcuni giorni;
  • gonfiore importante o che continua ad aumentare;
  • febbre significativa;
  • difficoltà respiratoria o marcata difficoltà a deglutire;
  • comparsa di altri sintomi insoliti o preoccupanti.

In presenza di difficoltà respiratoria o di sintomi importanti e rapidamente progressivi è necessaria una valutazione medica urgente.

25. Dopo quanto tempo posso tornare al lavoro?

Dipende dal tipo di intervento e dall’attività lavorativa.

Dopo una semplice estrazione alcune persone possono riprendere rapidamente le normali attività. Dopo procedure più complesse può essere utile prevedere uno o più giorni di recupero.

26. Posso fare sport dopo un’estrazione?

Nelle prime fasi della guarigione è generalmente consigliabile evitare attività fisica intensa.

Lo sforzo può favorire sanguinamento e aumentare il gonfiore. Il momento corretto per riprendere lo sport dipende dall’intervento eseguito.

27. I punti di sutura devono sempre essere rimossi?

Dipende dal materiale utilizzato.

  • Esistono suture riassorbibili, che tendono a dissolversi spontaneamente, e suture non riassorbibili, che devono essere rimosse durante un controllo successivo.
28. Quanto tempo impiega la gengiva a guarire?

La guarigione dei tessuti molli avviene progressivamente nelle settimane successive, mentre il rimodellamento dell’osso richiede tempi molto più lunghi, generalmente diversi mesi.

Per questo la guarigione visibile della gengiva non significa che l’osso sottostante abbia già completato il proprio processo di guarigione.


29. Cosa succede all’osso dopo l’estrazione di un dente?

Dopo l’estrazione l’alveolo va incontro a un naturale processo di guarigione e rimodellamento, che comporta anche una progressiva riduzione del volume della cresta ossea.

Quando è prevista una futura riabilitazione implantare, può essere opportuno valutare procedure per preservare il più possibile il volume dell’osso.

30. Che cos’è la preservazione dell’alveolo?

È una procedura eseguita contestualmente o subito dopo l’estrazione con l’obiettivo di limitare la perdita di volume osseo.

Può prevedere l’utilizzo di biomateriali da innesto e, quando indicato, membrane o altri dispositivi per favorire la guarigione.

31. Il materiale utilizzato per un innesto osseo è vero osso?

Esistono diversi tipi di biomateriali.

A seconda del caso possono essere utilizzati materiali di origine autologa, animale, sintetica o di altra origine biologica controllata.

L’odontoiatra sceglie il materiale in funzione della procedura e delle caratteristiche del difetto da trattare.

32. Dopo un’estrazione è sempre necessario fare un innesto osseo?

No.

La preservazione alveolare o la rigenerazione vengono effettuate solo quando esiste una specifica indicazione, ad esempio quando è importante mantenere un adeguato volume osseo in previsione di una futura riabilitazione implantare.

33. Che cos’è un’apicectomia?

È un intervento che permette di raggiungere chirurgicamente la parte terminale della radice di un dente e trattare una lesione persistente nella zona periapicale.

Può essere indicata in alcuni casi nei quali il normale trattamento endodontico o il suo ritrattamento non sono sufficienti o non sono praticabili.

34. Che cos’è una cisti dentale?

È una cavità patologica che può svilupparsi nei tessuti ossei in relazione a differenti condizioni, spesso associate a denti non vitali o inclusi.

La diagnosi viene effettuata mediante valutazione clinica e radiografica e, quando necessario, attraverso esame istologico.

35. Perché una lesione rimossa può essere inviata all’esame istologico?

L’esame istologico permette di analizzare al microscopio il tessuto rimosso e di ottenere una diagnosi più precisa sulla natura della lesione.

Quando indicato, rappresenta una normale procedura diagnostica e non significa necessariamente che si sospetti una patologia grave.

36. È possibile sostituire il dente estratto con un impianto?

Molto spesso sì, ma non in tutti i casi e non necessariamente nello stesso momento dell’estrazione.

L’impianto può essere inserito contestualmente all’estrazione oppure dopo un periodo di guarigione, a seconda delle condizioni dell’osso, dei tessuti, dell’eventuale presenza di infezione e della situazione clinica generale.

37. Cosa posso fare per favorire una buona guarigione?

È importante:

  • seguire attentamente le indicazioni postoperatorie;
  • assumere i farmaci prescritti secondo le modalità indicate;
  • non modificare autonomamente le terapie abituali;
  • evitare il fumo;
  • mantenere una corretta igiene orale;
  • evitare di traumatizzare la ferita;
  • rispettare i controlli programmati;
  • contattare lo studio in caso di sintomi insoliti.